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SI VOTA!

Approvato il referendum sul nucleare - non facciamo mancare il quorum, votiamo su tutti i quesiti

Notizia inserita il 08/06/2011

SI VOTA!
 

Domenica e Lunedì si vota!

Si sta per concludere l'avventura referendaria e tra pochi giorni sapremo se gli italiani credono ancora nella democrazia diretta oppure no (l'Italia Repubblicana è nata con un atto di democrazia diretta, fu proprio un referendum a deciderlo!).

Cosa succede quando un tema politico di interesse generale non vede i cittadini soddisfatti su come viene affrontato dal Parlamento e dal Governo?

I cittadini si organizzano, formano comitati, gruppi di lavoro e come nel caso dell'acqua pubblica decidono di consultare direttamente tutti gli italiani.

Questo è successo l'anno scorso, con la presentazione dei quesiti referendari che molti hanno firmato (un milione e quattocentomila, quasi il triplo rispetto al minimo necessario).

I mesi successivi sono trascorsi rapidamente in incontri pubblici, attività di autofinanziamento, seminari di approfondimento, volantinaggi e informazione.

Ecco, l'informazione! Se qualcuno vuole avere un'idea di cosa vuol dire censurare una notizia si chieda come i media nazionali hanno trattato la questione, poco spazio e quasi mai con i diretti interessati: chi sono? Sono i componenti del Comitato 2 Sì per l'Acqua Bene Comune! Anche adesso che se ne parla un po' di più vengono intervistati vari politici, che però non fanno parte del Comitato.

Qual'è l'oggetto dei 2 quesiti sull'acqua?

Che l'acqua resti pubblica e che non ci si possa lucrare sopra.

I contrari dicono: l'acqua è già pubblica, ma non basta una affermazione di principio. E' piuttosto evidente che per fruire di questo bene ho bisogno di un mezzo che me la porti in casa (cioè l'acquedotto anche se il termine tecnico è “servizio idrico integrato”) e che se privatizzo l'acquedotto ho privatizzato anche l'acqua.

Il primo quesito intende impedire proprio questo: abolire l'articolo 23bis della legge 133/2008 (legge Ronchi) che prevede la privatizzazione forzata degli acquedotti.

Il secondo quesito riguarda l'art. 154 del decreto legislativo 152/2006 (Codice dell'Ambiente), secondo cui la tariffa del servizio idrico integrato deve prevedere anche “adeguata remunerazione del capitale investito”.

Con la sua abolizione si blocca di fatto la privatizzazione dell'acqua, perchè il solo motivo per cui i privati (in genere multinazionali ma anche grandi fondi di investimento) sono interessati all'acqua è proprio la remunerazione del capitale investito.

Il Referendum sul nucleare ha una storia un po' diversa: a differenza dell'acqua è stato promosso da un partito, l'Italia dei Valori di Di Pietro.

Ma il tema è trasversale ed era logico aspettarsi che altri soggetti appoggiassero il referendum.

In quasi tutte le province del Piemonte è nato un Comitato d'appoggio “Vota Sì per fermare il nucleare” che sostiene il referendum costituito da associazioni diverse e liberi cittadini. A Cuneo il riferimento è presso la sede delle ACLI provinciali.

Perchè siamo contrari al nucleare?

Perchè è pericoloso, costoso, non diminuisce la nostra dipendenza dall'estero, trasferisce il problema delle scorie sulle generazioni future, ha un notevole impatto ambientale (si consideri anche la fase estrattiva dell'uranio), di uranio ce n'è poco oggi e ce ne sarà ancora meno e più caro quando le centrali saranno finite tra alcune decine di anni (nel mentre cosa facciamo?).

Una delle obiezioni che sentiamo più spesso riguarda la vicinanza con le centrali nucleari francesi, dunque tanto vale: bene, provate a immaginare se un incidente paragonabile a Fukushima succedesse in Europa: lo preferite a Saluggia (che tra l'altro ha già impianti a rischio, derivanti dal passato nucleare italiano, che non sappiamo come gestire) o al di là delle Alpi sul Rodano?

Gli effetti più gravi sono nelle immediate vicinanze della centrale in un raggio di poche decine di chilometri, dunque non è affatto la stessa cosa avere le centrali al di qua o al di là delle Alpi.

Una nuova politica energetica europea senza il nucleare è possibile, la vittoria del Sì al referendum sarebbe un importante segnale anche per quei Paesi che hanno il nucleare ma i cui cittadini ne farebbero volentieri a meno.

Ultimo, ma non meno importante, è il referendum per l'abolizione del cosiddetto "legittimo impedimento" che consente al Presidente del Consiglio e ai suoi Ministri di non comparire in udienza durante un processo se impossibilitati da incarichi di governo.
Ciò significa che se un giudice fissa la data di un’udienza, l’imputato, se protetto dal legittimo impedimento, può auto-certificare un impegno che non gli permette di essere presente in aula. Questo comporterebbe il rinvio dell’udienza e, rinviando in continuazione, si arriverebbe ad una prescrizione certa.

In una democrazia che intenda continuare a definirsi tale ciò è semplicemente inaccettabile: il principio base deve essere che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge; col legittimo impedimento, com'è lampante, alcuni sono più uguali di altri. Per questo motivo invitiamo tutti a votare SI' anche a questo quesito referendario.

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