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LA NUOVA IMU

...in sostituzione della vecchia ICI

Notizia inserita il 09/12/2011

LA NUOVA IMU

L'Ici prima casa viene ripristinata sotto forma di Imu. Secondo quanto disposto in precedenza dal federalismo comunale, l'Imposta municipale unica avrebbe dovuto essere applicata, a partire dal 2014, solo sulle seconde e terze case in sostituzione della vecchia Ici e dell'Irpef da fabbricato. La manovra di Monti ha invece modificato l'assetto dell'imposta, allargandolo anche alle prime case (in forma comunque ridotta), e anticipandone l'entrata in vigore dal 2014 al 2012. Presupposto della tassa, si legge nel decreto, resta sempre "il possesso dell'immobile", vale a dire l’esistenza di un diritto reale, come ad esempio la proprietà. Di conseguenza, l'inquilino che occupa l'appartamento in qualità di semplice affittuario non sarà soggetto al versamento. Ora, se per la prima casa il prelievo applicato equivarrà al 4 per mille (cioè lo 0,4%) dell'intero valore catastale, sulle seconde e terze case viene confermata l'aliquota originariamente fissata nella prima versione dell'Imu, vale a dire il 7,6 per mille sul valore catastale (pari allo 0,76%). Sull'effettiva modulazione di queste aliquote, poi, il governo ha concesso ai Comuni un certo margine di libertà. L'aliquota base dello 0,76%, potrà infatti essere modificata, "in aumento o diminuzione", sino a 0,3 punti percentuali; mentre l'aliquota agevolata sulle prime abitazioni potrà subire modifiche sino a 0,2 punti percentuali. Sono previste detrazioni? Sì, nella misura di 200 euro, ma valide esclusivamente sulle unità immobiliari adibite ad abitazioni principali. Non è chiaro, però, se possano beneficiarne tutti i soggetti passivi all'imposta, o solo i proprietari di un'unica abitazione registrata, ovviamente, come prima casa. C'è adesso da vedere come cambia il calcolo degli estimi catastali, che rappresentano la base imponibile da cui partire per ottenere l'importo effettivo della tassa. Il procedimento sarà quello di sempre, ma vengono incrementati, al posto delle percentuali di rivalutazione, i cosiddetti moltiplicatori da applicare agli estimi. Proviamo a spiegare. Anzitutto ogni bene immobile, terreno o fabbricato che sia, viene collocato in una macro-categoria catastale. Ci sono, ad esempio, la categoria A cui appartengono le abitazioni private; quella B cui appartengono edifici come gli ospedali, le scuole, le biblioteche e così via; o anche la categoria C dove troviamo i negozi e le botteghe. Ma attenzione: ciascuna categoria viene a sua volta suddivisa in sotto-gruppi, così da distinguere le une dalle altre le diverse tipologie di immobile. Ad esempio nella macro-categoria A, le abitazioni di tipo signorile (A/1) vengono separate da quelle di tipo economico o popolare (A/3 e A/4). Detto questo, ad ogni singolo bene immobile, facciamo conto un alloggio di tipo rurale (A/6), viene assegnato per scopi fiscali un determinato valore, detto appunto valore catastale, che però è cosa ben diversa dal concreto valore di mercato. Supponiamo, per comodità, che l'Agenzia del Territorio abbia valutato, sul nostro alloggio rurale, un estimo catastale base di 500 euro. Adesso, lo stesso valore andrà rivalutato del 5%, arrivando quindi a 525. Ma non è finita, perché a questi 525 euro va applicato un moltiplicatore. Ed è proprio quest'ultimo il valore che viene incrementato con la nuova legge, in luogo della percentuale del 5% che resta invece immutata. In sostanza, a ciascuna categoria catastale (e in alcuni casi a specifici sotto-gruppi), viene associato un moltiplicatore. Nel caso del nostro fabbricato il moltiplicatore subisce un aumento del 60%, passando da 100 a 160, valido per tutta la categoria catastale A (eccetto il sotto-gruppo A/10) e per i sotto-gruppi C/2 C/6 C/7. Se quindi fino a ieri l'estimo di 525 euro sarebbe stato moltiplicato per 100 (52.500 euro), oggi viene moltiplicato per 160 (84mila euro), portando così a un ampliamento considerevole della base imponibile sulla quale calcolare l'importo dello 0,4 o 0,76 per cento, a seconda che il fabbricato sia registrato o meno come abitazione principale.

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