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LE ACLI PROVINCIALI CHIEDONO RISPOSTE RAPIDE SULLA ASTI-CUNEO

BASTA SILENZI, IL GOVERNO DEVE DIRE CHE COSA INTENDE FARE

Notizia inserita il 25/02/2019

LE ACLI PROVINCIALI CHIEDONO RISPOSTE RAPIDE SULLA ASTI-CUNEO

Asti-Cuneo: Vogliamo risposte!

Le Acli provinciali di Cuneo si schierano a fianco di tutte le forze imprenditoriali e politiche della provincia e di tutti i cittadini che si battono per la realizzazione delle infrastrutture necessarie allo sviluppo del territorio e in particolare per il completamento dell’autostrada Asti-Cuneo.

Dopo la riunione del Cipe, (organo che deve autorizzare il piano economico per le opere pubbliche) avvenuta il 17 gennaio, in cui per l’ennesima volta l’Asti-Cuneo non è comparsa tra i punti all’ordine del giorno, il rischio per la nostra regione di perdere l’opera si fa sempre più consistente.

L’incontro del 26 settembre a Roma di una delegazione di sindaci, parlamentari e rappresentanti del Patto per lo sviluppo con il ministro dei trasporti e infrastrutture Toninelli, sembrava aver aperto spiragli di speranza, ma poi tutto si è nuovamente bloccato e la situazione è in stallo da mesi.

“I numerosi appelli rivolti al ministro da amministratori e parlamentari, gli incontri con i sindaci, le manifestazioni organizzate - dice il presidente provinciale delle Acli, avvocato Marco Didier - non hanno prodotto risultati e, di fatto, il Governo ha bloccato l’opera. Siamo veramente preoccupati e anche fortemente contrariati, in particolare, dal silenzio del ministro, che non si è più espresso riguardo all’A33, né con il territorio né, a quanto risulta, con il consiglio di amministrazione della concessionaria. Mancano solo 9,5 km di autostrada dal 2012 e devono essere completati: da 40 anni l’opera va avanti a singhiozzo e ora è giunto il momento di finirla”.

L’immobilismo nel campo delle infrastrutture della provincia di Cuneo e del Piemonte in generale penalizza fortemente il territorio che, se non si correrà rapidamente ai ripari, con delle decisioni certe e chiare, aumenterà sempre di più il suo isolamento, con conseguenze deleterie per l’economia e lo sviluppo dell’intera area.

“Auspico fortemente che la situazione si evolva al più presto in modo positivo - conclude Didier - e per questo, come associazione molto radicata sul territorio, con i suoi oltre 250 Circoli e i circa 35.000 associati, le Acli provinciali sosterranno le forze politiche e i cittadini che vorranno far sentire la loro voce per il miglioramento delle infrastrutture nella nostra provincia e in tutto il Piemonte”.

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