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CONVEGNO CONCLUSIVO PROGETTO FAMI

Ecco come si è svolto

Notizia inserita il 22/11/2018

CONVEGNO CONCLUSIVO PROGETTO FAMI

CONVEGNO CONCLUSIVO PROGETTO FAMI: PUNTO DI PARTENZA PER UN NUOVO INIZIO

 Cuneo - Un appuntamento per fare il bilancio conclusivo di un progetto, e allo stesso tempo dare inizio ad un nuovo percorso. E’ la sintesi del coinvolgente e partecipato convegno “Associarsi è incontrare”, svoltosi nel pomeriggio di venerdì 16 novembre, nel seminario vescovile di Cuneo, come chiusura del progetto “Fami Multiazione, InterAzioni AssociAzione”, promosso dalla Regione Piemonte e realizzato dalle Acli del Piemonte e dalle Acli di Cuneo.

Ad aprire i lavori è stato il presidente delle Acli del Piemonte Massimo Tarasco, che oltre a ringraziare tutti coloro che hanno collaborato al progetto (realizzato in provincia di Cuneo, per sostenere e rafforzare le associazioni di immigrati o di giovani stranieri di seconda generazione, favorendone la partecipazione), ha richiamato la responsabilità di tutti, e in particolare della politica, nel determinare la situazione attuale riguardo all’immigrazione, anche con provvedimenti inadeguati come il recente “Decreto sicurezza”, di cui ha messo in luce criticità e contraddizioni. “Noi italiani non dovremmo mai dimenticarci - ha detto Tarasco - che siamo stati un popolo di migranti. Invece di fronte alle migliaia di uomini, donne e bambini che arrivano sulle nostre coste e nei nostri confini, ci dividiamo e ci massacriamo di parole, polemiche, rigidità. Fino al razzismo e alla violenza. Lo voglio dire con forza: chi è razzista e violento non è degno di essere un italiano. Non fa parte della nostra identità culturale e nazionale”.

Di seguito la vice sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, ha portato il saluto dell’amministrazione e, ricordando l’anniversario dell’emanazione delle leggi razziali, ha assicurato l’intento dell’esecutivo cuneese di proseguire tenacemente nell’impegno a livello di immigrazione e accoglienza.

Marco Didier, presidente provinciale delle Acli di Cuneo, ha sottolineato come il progetto sia stato soprattutto un luogo di incontro e di confronto tra persone e culture e come l’associazionismo per gli stranieri sia un’occasione importante. Mettendosi insieme, si possono trasformare le istanze singole in istanze politiche, e concorrere allo sviluppo della società. “E’ fondamentale il ruolo dei corpi intermedi come le Acli - ha affermato Didier - nel raccogliere le istanze perché diventino attività politica, difesa dei diritti, formazione e mediazione culturale; ci sono spazi per ulteriori interventi e progettazione con il territorio, che vale la pena approfondire”.

Dopo l’illustrazione generale del progetto da parte della collaboratrice regionale, Virginia Aurilia, la parola è passata ai rappresentanti delle tre cooperative sociali, Colibrì, Gesac e Momo, che hanno collaborato alla realizzazione.

A seguire, il vice presidente regionale Acli, Mario Tretola, ha individuato nei verbi accogliere, proteggere, promuovere e integrare, le motivazioni per proseguire il lavoro intrapreso. “Al modo sostanzialmente negativo di raccontare i migranti e alla strumentalizzazione politica della paura dello straniero - ha detto Tretola - dobbiamo opporre il riconoscimento del valore della diversità e della alterità, il rispetto della dignità e dell’autonomia di ogni persona, nel segno della corresponsabilità. Le Acli devono continuare quanto hanno fatto e fanno, perfezionandolo”.

Don Flavio Luciano, responsabile della Pastorale sociale e del lavoro del Piemonte e accompagnatore spirituale delle Acli di Cuneo, ha richiamato la vocazione delle Acli a riumanizzare la società, ad incrociare gli sguardi, a porgere la mano, a scambiare parole.

Monica Cerutti, assessora all’immigrazione della Regione, ha affermato che parte della sua attività è volta a costruire un’altra narrazione riguardo all’immigrazione, rispetto a quella dei media e di una certa parte politica, e ha detto che lo scopo da perseguire è quello di costruire realtà e politiche che provino a governare, in modo rispettoso e corretto, questo fenomeno.

Ha concluso i lavori il responsabile immigrazione della presidenza nazionale Acli, Antonio Russo, che ha sottolineato come il titolo del progetto, “interazione” anziché “integrazione”, sia stato un’ottima scelta, e ha evidenziato come con questo lavoro che ha coinvolto la comunità si sia raggiunto l’obiettivo di vedere in modo nuovo le diversità, incontrandole, rispettandole, accettandole e ascoltandole.

Rispetto al “decreto sicurezza” del Governo, anche Russo ne ha messo in luce le contraddizioni. “L’immigrazione è cambiata in questi dieci anni - ha concluso -; spero che la politica riporti il tema al centro del dibattito, per provare insieme a trovare un approdo differente, che rimetta le persone e l’umanità al centro delle scelte politiche”.

 

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