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Trattamenti pensionistici ai lavoratori stranieri rimpatriati

Come funziona?

Notizia inserita il 24/10/2018

Trattamenti pensionistici ai  lavoratori stranieri rimpatriati

In caso di rimpatrio definitivo il lavoratore straniero con contratto di lavoro diverso da quello stagionale conserva i diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati in Italia e può usufruire di tali diritti anche se non sussistono accordi di reciprocità con il Paese di origine.

A chi è rivolto?

I trattamenti pensionistici sono rivolti ai lavoratori stranieri che hanno versato in Italia i contributi e che sono rimpatriati (ritornati per sempre) nel loro Paese di origine.

Come funziona?

Nel caso di pensione di vecchiaia calcolata con il sistema contributivo, i lavoratori stranieri assunti dopo il 1° gennaio 1996 possono percepire, in caso di rimpatrio, la pensione di vecchiaia al compimento del 66° anno di età, sia per uomini che per donne, oltre adeguamenti alla speranza di vita, e anche se non sono maturati i previsti requisiti (dunque, anche se hanno meno di 20 anni di contribuzione).
Invece, in caso di pensione di vecchiaia calcolata con il sistema retributivo o misto, i lavoratori stranieri assunti prima del 1996 possono percepire, in caso di rimpatrio, la pensione di vecchiaia al compimento del 66° anno di età, adeguati alla speranza di vita, sia per gli uomini che per le donne e con 20 anni di contribuzione.

In caso di decesso avvenuto successivamente al compimento del 66° anno di età, spetta la pensione ai superstiti nel caso sussistano le condizioni previste per la generalità dei lavoratori.

La Domanda

La domanda sia per la pensione di vecchiaia sia per quella ai superstiti si presenta alla Direzione provinciale INPS ITALIANA.
Il lavoratore straniero definitivamente rimpatriato potrà presentare domanda tramite il consolato italiano dove risiede.

 

LE PENSIONI IN REGIME INTERNAZIONALE

I lavoratori residenti in Italia che, durante la loro vita lavorativa, hanno maturato posizioni assicurative presso Enti pubblici gestori dell’assicurazione indennità vecchiaia/superstiti in Paesi stranieri, hanno la possibilità, a determinate condizioni, di conseguire il diritto ad una pensione unica utilizzando i contributi versati nei diversi Stati.
Questa possibilità è garantita dai Regolamenti Comunitari per quanto riguarda l’ambito degli Stati europei contraenti; nei confronti di alcuni Paesi extracomunitari, invece, la suddetta possibilità deriva da apposite convenzioni bilaterali stipulate con gli stessi.
Gli accordi internazionali mirano, infatti, a garantire ai lavoratori migranti la stessa tutela prevista dalle singole legislazioni nazionali per i soggetti che hanno sempre lavorato nello stesso Stato.
Tale risultato si realizza, soprattutto, mediante la cosiddetta “totalizzazione dei periodi assicurativi”.

Di norma, infatti, in ambito internazionale non esiste la possibilità del trasferimento dei contributi da uno Stato all’altro né la ricongiunzione delle varie posizioni assicurative (salvo pochi accordi particolari).

 

Totalizzazione

La totalizzazione consente all’assicurato di ottenere il diritto alla pensione a carico di ciascuno Stato ove ha lavorato, utilizzando i periodi di lavoro compiuti negli altri Stati con i quali esistono convenzioni al riguardo.

Caratteristica della totalizzazione sta nel fatto che non vi è un trasferimento dei contributi da un Paese all’altro, dato che questi restano accreditati nei rispettivi regimi previdenziali. I singoli Stati saranno quindi debitori solo della prestazione relativa ai contributi versati nei propri sistemi previdenziali.

L’Italia ha stipulato Convenzioni internazionali, che permettono la totalizzazione, con:

Argentina, Australia, Bosnia, Erzegovina, Brasile, Canada e Quebec, Capoverde, Croazia, Jersey e Isole del Canale, Serbia, Montenegro, Macedonia, Principato Di Monaco, San Marino, Stati Uniti d’America, Tunisia, Turchia, Uruguay, Vaticano.

La possibilità di totalizzare esiste anche con gli Stati membri dell’Unione Europea, facenti parte dello Spazio Economico Europeo (Islanda, Norvegia e Liechtenstein e Svizzera).

Gli uffici delle ACLI sono a vostra disposizione per uleriori chiarimenti. 

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