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Dimenticato il 730?

Ecco cosa puoi ancora fare

Notizia inserita il 01/10/2018

Dimenticato il 730?

Dichiarazione: per il Modello REDDITI il traguardo è il 31 ottobre

La fase degli adempimenti dichiarativi non chiude i battenti col 730. C’è infatti tempo fino al 31 ottobre, per chi si fosse dimenticato, o non avesse potuto fare la dichiarazione, di trasmettere il Modello REDDITI (ex Unico) servendosi di un intermediario fiscale come CAF ACLI. Entro quella data, quindi

. Chi ha percepito redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione

. Chi ha percepito redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita IVA

. Chi ha percepito redditi “diversi” non compresi tra quelli indicati nel quadro D, righi D4 e D5 del 73.

. Chi ha percepito plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate o derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate in società

. Chi ha percepito redditi provenienti da “trust”, in qualità di beneficiario

Chi deve presentare anche una delle seguenti dichiarazioni: IVA, IRAP, Mod. 770 ordinario e semplificato (sostituti d’imposta)

Chi deve presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti…


...potrà inviare il proprio modello (per via telematica) usufruendo dei servizi Entratel e Fisconline accessibili tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, oppure affidandosi agli uffici di un intermediario abilitato.

Non solo le suddette categorie di contribuenti sono chiamate alla spedizione del modello, ma, eventualmente, anche:

. I lavoratori dipendenti che hanno cambiato datore di lavoro e sono in possesso di più certificazioni di lavoro dipendente o assimilati;

. i lavoratori dipendenti che hanno percepito direttamente dall’INPS o da altri Enti indennità e somme a titolo di integrazione salariale o ad altro titolo, se erroneamente non sono state effettuate le ritenute o se non ricorrono le condizioni di esonero;

.  i lavoratori dipendenti che hanno percepito retribuzioni e/o redditi da privati non obbligati per legge ad effettuare ritenute d’acconto (per esempio collaboratori familiari, autisti e altri addetti alla casa);

. i lavoratori dipendenti il cui sostituto d’imposta non ha trattenuto il contributo di solidarietà (art. 2 comma 2 D.L. n. 138/2011);

. i contribuenti che hanno conseguito redditi sui quali l’imposta si applica separatamente (ad esclusione di quelli che non devono essere indicati nella dichiarazione – come le indennità di fine rapporto ed equipollenti, gli emolumenti arretrati, le indennità per la cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche se percepiti in qualità di eredi – quando sono erogati da soggetti che hanno l’obbligo di effettuare le ritenute alla fonte);

i lavoratori dipendenti e/o percettori di redditi a questi assimilati ai quali non sono state trattenute o non lo sono state nella misura dovuta le addizionali comunale e regionale all’IRPEF. In tal caso l’obbligo sussiste solo se l’importo dovuto per ciascuna addizionale supera euro 10,33;

i contribuenti che hanno conseguito plusvalenze e redditi di capitale da assoggettare ad imposta sostitutiva da indicare nei quadri RT e RM.


C’è un altro aspetto da rammentare. La scadenza ordinaria prorogata al 31 ottobre chiama a raccolta anche quei contribuenti che hanno sì presentato il 730, ma che solo dopo si sono accorti di aver commesso degli errori a proprio favore, la cui rettifica comporti un minor credito o un maggior debito. L’errore a favore, in sostanza, si verifica quando nel 730 è stato dichiarato o un reddito inferiore al reale, o magari quando si sono richieste detrazioni non spettanti o in misura maggiore rispetto al dovuto.

In questi casi, quindi, l’unica soluzione possibile per poter sanare la propria posizione non è quella del 730 integrativo (previsto soltanto in caso di errori a sfavore), ma appunto la consegna di un Modello REDDITI cosiddetto “correttivo nei termini”. Per altro, ai fini del ravvedimento operoso, la medesima scadenza del 31 ottobre riguarda automaticamente anche il termine per l’invio dei modelli integrativi volti a sanare le violazioni commesse nelle scorse dichiarazioni 2017 su redditi 2016, dal momento appunto che il termine delle dichiarazioni integrative sull’anno precedente coincide col termine ordinario delle dichiarazioni dell’anno in corso.

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