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Aspettativa per cariche pubbliche elettive

Domanda entro il 30 settembre dell'anno successivo

Notizia inserita il 27/11/2015

Per aspettativa per cariche pubbliche elettive si intende l'aspettativa che può essere richiesta dal lavoratore dipendente, pubblico e privato, che sia stato eletto in un'assemblea pubblica (es: Parlamento europeo, Parlamento nazionale, Sindaco di comune, ecc.). È un diritto che trova fondamento direttamente nell'art. 51 della nostra Costituzione: "chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro"; in tal modo la Costituzione dà risposta all'esigenza di garantire ai lavoratori il diritto di elettorato passivo (cioè la capacità di essere eletto) in modo da consentire loro un'effettiva partecipazione alla vita politica.

 

Che cosa è

Si tratta di una particolare aspettativa non retribuita che il lavoratore, pubblico e privato, può richiedere per poter svolgere al meglio il suo mandato a seguito di un’elezione presso un’assemblea pubblica. Ad esempio, il lavoratore dipendente che viene eletto sindaco di un paese ha diritto di essere collocato in aspettativa per tutta la durata del mandato. Durante questa aspettativa conserverà il posto di lavoro, ma non ha diritto a retribuzione da parte del datore di lavoro. Naturalmente al lavoratore spetterà l’indennità prevista per la carica pubblica elettiva che è andato a ricoprire.
Ottenere questa aspettativa è un diritto del lavoratore, sancito dalla Costituzione e dallo Statuto dei lavoratori (art. 31), e pertanto il datore di lavoro non può negarla. 

Chi può chiedere questa aspettativa

Possono chiedere questa aspettativa i lavoratori dipendenti, pubblici e privati:

  • eletti membri del Parlamento Europeo;
  • eletti membri del Parlamento Nazionale;
  • eletti membri delle assemblee regionali;
  • eletti sindaci di comuni;
  • eletti presidenti di province;
  • eletti presidenti di consigli comunali e provinciali;
  • eletti presidenti di consigli circoscrizionali (solo nelle città con più di 500.000 abitanti);
  • eletti presidenti delle comunità montane e delle unioni di comuni;
  • membri delle giunte comunali e provinciali (cioè i nominati Assessori);
  • eletti consiglieri comunali, provinciali, di comunità montane e unioni di comuni.
     

Questa aspettativa non può essere negata dal datore di lavoro, neppure per particolari esigenze organizzative e di servizio.

Il trattamento economico e previdenziale

Si tratta di un’aspettativa non retribuita. Per tutta la durata dell’aspettativa il lavoratore dipendente, pubblico e privato, ha diritto alla conservazione del posto di lavoro, ma non riceverà la retribuzione.
Il lavoratore può rinunciare all’aspettativa e continuare a prestare la sua attività presso il datore di lavoro; in questo caso conserva il diritto alla retribuzione e può optare per i permessi retribuiti necessari allo svolgimento del suo mandato.
Durante l’aspettativa il lavoratore matura l’anzianità di servizio e l’accredito figurativo dei contributi previdenziali rapportati alla retribuzione goduta prima dell’aspettativa.
Il periodo di aspettativa non è, invece, utile alla maturazione del Trattamento di Fine Rapporto.
Il Testo Unico degli Enti Locali (art. 81 del D. Lgs. n. 267/2000) stabilisce che il lavoratore dipendente, pubblico e privato, eletto consigliere comunale o provinciale (o di comunità montana o unione di comuni), può richiedere l’aspettativa per cariche pubbliche elettive, ma mantiene a suo carico il pagamento degli oneri previdenziali e assistenziali. Così facendo la legge tende a tutelare maggiormente i lavoratori chiamati a ricoprire cariche elettive di rilievo (es. sindaci o presidenti di consiglio comunale/provinciale).

 

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