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Consulta CAF..

..acconti Imu in formato IRPEF

Notizia inserita il 24/04/2012

Consulta CAF..

Con il decreto fiscale che staziona all’esame della Camera dopo l’approvazione del Senato, l’Agenzia delle Entrate ha reso noti i codici tributo della nuova imposta sugli immobili, per la quale, a differenza dell’Ici, è stata prevista una sola modalità di pagamento, vale a dire tramite modello F24, con obbligo per i titolari di partita Iva di versare in via telematica. Ma la novità in risalto è quella del doppio codice: uno per la quota di gettito da indirizzare alle casse comunali, l’altro che invece identifica la parte destinata allo Stato. Va infatti ricordato che l’Imu, dalle seconde case in su, andrà spartita fra i sindaci e l’amministrazione centrale, mentre spetterà interamente agli enti locali l’introito derivante dalle abitazioni principali. Ad esempio, per le prime case, il codice stabilito è il 3912, mentre per gli "altri fabbricati" (cioè le seconde abitazioni) i codici saranno il 3918, per i Comuni, e il 3919, per lo Stato (per tutti gli altri si legga la risoluzione 35/E pubblicata ieri dalle Entrate). Entro il 16 giugnogli acconti Imu andranno pagati sulla base delle aliquote standard introdotte dalla legge nazionale (cioè 4 e 7,6 per mille), in attesa poi di vedere quali saranno quelle ufficiali adottate dai Comuni. Una delle proposte della Consulta, per evitare che ogni anno si arrivi con l’acqua alla gola al versamento del 16 giugno senza sapere quale sia la nuova aliquota deliberata dai Comuni, è quella di adottare stabilmente per l’Imu la stessa procedura degli acconti Irpef, vale a dire un acconto calcolato sulla base dell’aliquota dell’anno precedente. In questo modo il termine per la prima rata e la soglia temporale entro la quale rendere note le aliquote sarebbero indipendenti, col risultato di rimandare il versamento definitivo a dicembre, con le aliquote ufficiali già predisposte. Altra questione sollevata da Canepari è la semplificazione dell’imposta, al fine di evitare l’intricata babele della vecchia Ici: “Facendo una stima al ribasso – ha detto Canepari – l’Ici ci portava a gestire 33mila aliquote diverse, 16mila detrazioni diverse e 26mila modelli dichiarativi diversi. Secondo la Consulta è quindi evidente che dovrebbe essere un obiettivo condiviso quello di attivare una semplificazione che, pur salvaguardando l’autonomia dei Comuni, consenta di contenere quella proliferazione di differenze”. Chiarito, infine, il dubbio relativo alle detrazioni di 50 euro sui figli fino a 26 anni. In sostanza il diritto alla detrazione cesserà dopo il compimento dei 26 anni, quindi con l’entrata nel 27esimo anno. Puglisi ha inoltre chiarito che i Comuni non avranno possibilità di deliberare ulteriori agevolazioni sulle pertinenze dell’abitazione principale. I riferimenti normativi, quindi, restano sempre quelli della legge nazionale, la quale dispone che venga agevolata una sola pertinenza per categoria catastale (C/2 per le cantine o i solai, C/6 per le autorimesse e C/7 per i posti auto). In buona sostanza, qualora un’abitazione principale abbia annesse due pertinenze appartenenti alla medesima categoria catastale, l’aliquota agevolata al 4 per mille potrà essere applicata soltanto su una di esse.

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